Settimana corta e smart working, Intesa Sanpaolo riapre il dialogo con i sindacati

26 Maggio 2023

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Sulla settimana corta e sullo smart working, il gruppo Intesa Sanpaolo e i sindacati ritornano al tavolo «per definire norme collettive a tutela di tutte le lavoratrici e dei lavoratori del gruppo», dice Lando Maria Sileoni, il segretario generale degli autonomi della Fabi, la principale organizzazione del credito che terrà il suo congresso dal 12 al 16 giugno a Roma. «Se le condizioni lo permetteranno, un’eventuale intesa tra le parti risulterebbe importante», aggiunge Sileoni.

Nonostante alla fine dello scorso anno per il sindacato i tempi non fossero maturi per arrivare a un accordo e ci fossero ancora alcune questioni da sviluppare, soprattutto relative ai lavoratori delle filiali, «un costruttivo dialogo con il vertice della banca – dice Sileoni – non è mai venuto meno e occorre quindi ricercare ogni soluzione, contrattualmente percorribile, che tenga conto di una organizzazione del lavoro che sta radicalmente cambiando. Vanno profondamente tutelate le condizioni professionali e personali delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo interessati alla settimana corta e allo smart working».

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Dato il valore, anche politico dell’accordo per il settore – e non solo – per Sileoni è necessario «preservare e migliorare la prospettiva professionale di tutte le lavoratrici e dei lavoratori di tutti i gruppi e di tutte le banche italiane, e agire, quindi, con lungimiranza, dimostrando, concretamente, quella capacità di gestire i profondi cambiamenti in atto nel settore bancario».

Il dialogo riparte proprio mentre sono in corso le assemblee dei lavoratori sulla piattaforma che i sindacati presenteranno ad Abi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, dove c’è una richiesta di riduzione dell’orario a 35 ore settimanali e di aumento di 435 euro. E questo, per i sindacati, è di buon auspicio. «È chiaro che avendo presentato una nuova piattaforma contrattuale che tende a garantire le migliori tutele alle lavoratrici e ai lavoratori – afferma Sileoni – proprio in una fase di riorganizzazione del lavoro nei gruppi e nelle singole aziende, diventa fondamentale definire in ogni gruppo bancario tutta una serie di norme che prevedano non solo tutele lavorative, ma anche norme a difesa della vita personale di ogni bancario. La priorità, anche in una fase così delicata di cambiamento di ogni gruppo bancario, resta il mantenimento di tutti i posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione».